Cannubi
La sua storicità è tangibile e le prove sono innanzitutto in una bottiglia che porta la scritta "CANNUBI 1752", la più antica che si conosca nella Langa. Tale prezioso cimelio sta a dimostrare come il Vigneto Cannubi fosse già famoso e valutato prima dell'avvento del vino Barolo.
La famiglia Einaudi nel 1997 ebbe la fortuna di poter acquisire dai Gancia un importante vigneto, la ex proprietà Viganò, 2,2 ettari di vigna nel cuore di Cannubi dominati da una affascinante cascina.
Già Luigi Einaudi aveva "corteggiato" questa proprietà durante il suo mandato al Quirinale, ma il proprietario saputo dell'interesse del Presidente alzò la posta e non se ne fece più nulla, è quindi un legame che ora si riallaccia allo spirito del fondatore e della famiglia di produrre grandi vini partendo in primo luogo dall'eccellenza dei propri terreni.
Il nome Cannubi ha dato nobiltà ad altri cru meritevoli, così come in Borgogna il vigneto di Romanèe ha poi denominato anche Romanee Conti e Romanee Saint-Vivant, occorre pertanto prendere atto che questa piccola e circoscritta collina, ha saputo valorizzare il territorio circostante come non è avvenuto in nessun'altra zona d'Italia.
I vini di questo podere
Barolo nei Cannubi Docg
Langhe Nebbiolo Doc
Langhe Rosso "Luigi Einaudi" Doc |
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